Un racconto di perdita e trasformazione che coinvolge i giovani, le famiglie e l’intera comunità: quando il dolore diventa occasione di rinascita e guida educativa.
Un amore che resta oltre la morte
L’amore ha vinto è molto più di un titolo. È la testimonianza di un percorso nato dal lutto, divenuto spazio di rinascita e seme di futuro. Dopo la tragica perdita di Thomas, un giovane strappato alla vita troppo presto, una parte di chi lo amava si è inevitabilmente spenta. Ma proprio da quella ferita, ha iniziato a germogliare qualcosa di nuovo.

Quando Thomas è morto, ovviamente, una parte di me è morta con lui, ma proprio lì è germogliata una visione importante di rinascita: L’Albero di Thomas.
La nascita di un progetto educativo
L’Albero di Thomas è un’iniziativa che si rivolge ai giovani, alle scuole, alle famiglie. Un progetto che si nutre di memoria e si esprime nell’ascolto, nell’accoglienza, nel desiderio di orientare le nuove generazioni in un tempo complesso e incerto.
Lorenzo Sabellico, zio di Thomas Bricca e autore del libro, che oggi si rivolge ai ragazzi con parole vere, confessa:
L’amore ha vinto nasce da scelte sbagliate. Ho vissuto anni credendo che per esistere dovessi avere e, più cercavo fuori, più mi perdevo dentro. La vita mi ha fermato, mi ha tolto tutto quello che credevo di essere, per costringermi a guardarmi dentro davvero.
L’obiettivo è chiaro: aiutare i giovani a scoprire il proprio luogo del cuore, uno spazio interiore da cui poter partire per riconoscersi, rafforzarsi, progettare. Il progetto ha preso forma concreta in diverse scuole del territorio. Per esempio, una bambina di prima media ha saputo dare senso a quella proposta con un disegno. Ciò mostra quanto i ragazzi siano pronti, più di quanto si immagini, ad ascoltare e camminare insieme.
Il bisogno di una comunità che accompagna
Non solo i giovani. Anche gli adulti, le famiglie, hanno bisogno di essere sostenuti in questo processo. «I ragazzi sono pronti ad ascoltare, sono pronti a seguirci», viene sottolineato durante la presentazione del libro. «Bisogna capire come aiutare anche i genitori nella società».
In questo contesto, il dolore non viene rimosso ma accolto, elaborato e trasformato. La paura, elemento inevitabile in ogni storia umana, non è più qualcosa da cui fuggire. Anzi, come spiegato nel confronto immaginato tra lo zio e il giovane Thomas, è proprio abitando la paura che si trova il modo di affrontarla.
— Zio, ma tu come facevi a non aver paura? Io a volte mi sento stretto, come se questa città mi soffocasse, come se dovessi fare qualcosa di grande, ma non so ancora che cosa. Tu sei riuscito a cavartela, anche quando sembrava impossibile. Come si fa?
— Tommy, non è che io non avessi paura. La paura mi abitava dentro. Mi faceva tremare le ossa.
Un cammino comune
L’Albero di Thomas, oltre a essere un simbolo, è un cammino collettivo, costruito insieme ai ragazzi che lo vivono. La speranza, oggi, è condivisa.
L’amore ha vinto quando, guardando in faccia i ragazzi dell’Albero di Thomas all’inizio, ci siamo ritrovati tutti insieme nello sperare e nel progettare in un cammino comune insieme. Quindi lì ho capito che l’amore avesse vinto.
L’amore che resta, anche quando la presenza fisica viene meno, continua a vivere nei ricordi, nei sogni, nelle azioni quotidiane. È quel sentimento che diventa responsabilità e dono per l’altro.
L’amore ha vinto è dunque una dichiarazione semplice, ma potente. Racconta come, anche nella tragedia, possa nascere qualcosa che insegna e unisce. Un messaggio che parte dal cuore della provincia e che merita di essere ascoltato, fatto proprio e trasmesso al prossimo da un’intera comunità.