San Francesco d’Assisi sarà celebrato ufficialmente come festa nazionale. La ricorrenza sarà celebrata ogni anno il 4 ottobre, in coincidenza con la solennità religiosa dedicata al santo e con le celebrazioni per l’ottavo centenario della sua morte, previsto nel 2026. La misura, ora approvata dal Senato, intende valorizzare in modo permanente la figura di san Francesco d’Assisi nella vita civile e culturale del Paese, ponendo al centro i valori universali di pace, fraternità, tutela dell’ambiente e solidarietà che il santo rappresenta.
San Francesco è stato scelto come simbolo della nuova festività nazionale perché la sua figura unisce fede, cultura e identità italiana. Patrono del Paese, il santo di Assisi ha lasciato un’eredità universale che va oltre la dimensione religiosa: il suo Cantico delle creature, il più antico testo della letteratura italiana di cui si conosce l’autore, celebra la fraternità con la natura e l’armonia tra gli uomini. Per questo il 4 ottobre diventa occasione per ricordare valori di pace, solidarietà e tutela del creato.
Conosciuto come «il poverello», Francesco d’Assisi è ricordato per la scelta radicale di rinunciare alle ricchezze e vivere in povertà evangelica, in dialogo costante con tutti, dai più umili fino ai potenti del suo tempo. È venerato come il santo della fraternità universale, capace di avvicinarsi anche a culture e religioni diverse, come dimostra l’ incontro col sultano d’Egitto al-Malik al-Kāmil. Il suo amore per gli ultimi e per la natura oggi lo rende una figura più attuale che mai e il riconoscimento del nuovo giorno rosso in Italia è un simbolo di pace e custodia del creato.
Il provvedimento
La nuova legge si articola in tre articoli. Il primo disciplina la nuova festività, con l’obiettivo di promuovere i valori della pace, della fratellanza, della tutela dell’ambiente e della solidarietà. La norma inserisce il 4 ottobre nell’elenco dei giorni festivi nazionali stabiliti dalla legge 260/1949, con gli effetti previsti per le giornate di festa sui luoghi di lavoro e sugli atti giuridici. La solennità civile del 4 ottobre resterà dedicata alla sola santa Caterina da Siena.
Il secondo articolo regola le celebrazioni istituzionali, considerate facoltative. Scuole, enti pubblici e organizzazioni del terzo settore potranno organizzare eventi, manifestazioni e attività educative dedicate a san Francesco; le amministrazioni nazionali, regionali e locali sono invitate a promuovere iniziative sociali, educative e culturali sui temi della pace, dell’inclusione sociale e della tutela ambientale. Non sono previsti nuovi oneri finanziari per l’attuazione di queste attività, che saranno realizzate entro le risorse disponibili a legislazione vigente.
Il terzo articolo prevede una spesa annuale autorizzata di 10.684.044 euro a partire dal 2027. La somma include 8.793.880 euro destinati al servizio sanitario nazionale e 1.890.164 euro per le forze armate, le forze di polizia e i vigili del fuoco. Il finanziamento servirà a coprire le maggiorazioni retributive e le indennità previste per il personale che lavora durante le giornate festive. La norma entrerà in vigore il 1º gennaio 2026, mentre la prima celebrazione ufficiale avverrà domenica 4 ottobre 2026.
Il provvedimento s’inserisce in un quadro normativo già complesso: la legge 132/1958 aveva istituito la solennità civile del 4 ottobre in onore dei santi patroni d’Italia, san Francesco e santa Caterina. Negli anni, la disciplina delle festività civili è stata più volte modificata, tra cui la legge 54/1977 e il d.p.R. 792/1985, fino alla legge 10 febbraio 2005, n. 24, che aveva riconosciuto al 4 ottobre anche la giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra culture e religioni diverse.